L’anatocismo nei mutui presenta anche la denominazione “capitalizzazione degli interessi” ed è vietato dalla normativa vigente, anche se non sempre. Esistono infatti delle casistiche in cui è possibile applicarlo, che sono permesse dalla legge. Per conoscere tutti i dettagli in merito puoi affidarti ad un commercialista Roma Nord. Uno molto valido e professionale è il commercialista Salvati, presente nel nostro Studio Salvati Roma.

 

 

L’anatocismo nei mutui: di che cosa si tratta

 

L’anatocismo nei mutui è la capitalizzazione degli interessi che la banca o l’Istituto di credito che ha emesso il mutuo può richiedere al debitore. Nella maggior parte dei casi, non può essere applicata tale azione, a meno che non si rientri in alcune casistiche specifiche. Come si può leggere dall’articolo 1283 del Codice Civile, l’anatocismo si può applicare per interessi scaduti da 6 mesi. C’è da sottolineare che è la Banca che può applicarlo e solo nel caso sia presente una domanda giudiziale o una convenzione successiva alla scadenza.

 

L’anatocismo nei mutui: altri dettagli in merito

 

A regolare l’anatocismo e i casi in cui risulta possibile applicarlo, sono anche le norme presenti all’interno della Deliberazione del 9 febbraio 2000 del CICR, applicabile ai mutui sottoscritti a partire dal 1 luglio 2000. L’anatocismo però si può applicare solo in un determinato periodo di tempo: dalla data ormai passata di scadenza della rata e il momento del pagamento.

È bene sapere anche che in caso non venissero pagate le rate del debito nei termini concordati, la Banca può applicare gli interessi di mora. Questi possono essere applicati sull’intero importo della singola rata. Per ulteriori dettagli e spiegazioni a riguardo però è bene affidarsi ai nostri professionisti dello Studio Commercialista Salvati. In questo modo si avrà una maggiore chiarezza relativa alle varie situazioni relative all’anatocismo e come affrontarlo, e in più non si incorrerà nel rischio di cadere in errore per il pagamento.